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Storia dell'Alexander: origine, ricetta IBA e varianti

Morbido, elegante e profumato di noce moscata: l'Alexander è il dessert in bicchiere per eccellenza. È uno dei pochi grandi classici a base di panna sopravvissuti a più di un secolo di mode, e la sua storia è avvolta da più di una leggenda.

Le origini: New York, primi del Novecento

La versione più diffusa colloca la nascita dell'Alexander nella New York degli anni Dieci, al Rector's, uno dei ristoranti più mondani dell'epoca. Il barman Troy Alexander avrebbe creato il drink per una cena promozionale dedicata a Phoebe Snow, personaggio pubblicitario di una compagnia ferroviaria che vestiva sempre di bianco: serviva quindi un cocktail candido come il suo abito.

Una delle prime ricette stampate compare nel 1916 nel manuale Recipes for Mixed Drinks di Hugo Ensslin. Un dettaglio sorprende molti: l'Alexander originale era a base di gin, non di brandy, unito a crème de cacao e panna.

Dal gin al brandy

Negli anni del Proibizionismo la panna e il cacao erano preziosi alleati per ammorbidire distillati di qualità discutibile. Col tempo il gin lasciò il posto al brandy, che si sposava meglio con le note di cioccolato: nacque così il Brandy Alexander, la versione che si è imposta nel mondo e che oggi è considerata lo standard.

Anche su questa evoluzione circolano aneddoti: c'è chi la collega al matrimonio della principessa Mary d'Inghilterra nel 1922 e chi, come in altre versioni, attribuisce il nome al critico newyorkese Alexander Woollcott. Nessuna di queste tesi è documentata con certezza.

Un cocktail con fan illustri

L'Alexander ha attraversato il Novecento come drink raffinato da fine serata. Tra gli aneddoti più noti c'è quello di John Lennon, che negli anni Settanta, a Los Angeles, avrebbe scoperto il Brandy Alexander scambiandolo per un innocuo frappè, con conseguenze ben poco tranquille.

La ricetta ufficiale IBA

L'Alexander fa parte dei cocktail ufficiali IBA, nella categoria "Unforgettables".

  • 30 ml cognac
  • 30 ml crème de cacao scura
  • 30 ml panna fresca

Preparazione: shakerare con abbondante ghiaccio e filtrare in una coppetta da cocktail ben fredda. Guarnizione: noce moscata grattugiata al momento.

I consigli del barman

  • Panna fresca, mai da spray. Usa panna liquida fresca: quella montata o spray altera consistenza e dosi.
  • Shakera con decisione. Uno shakeraggio energico emulsiona la panna e crea una texture vellutata e leggermente spumosa.
  • Noce moscata al momento. Grattugiata fresca sopra il drink, sprigiona aromi che quella in polvere non può dare.
  • Coppetta ghiacciata. Un drink cremoso perde fascino appena si scalda: servilo subito.

Le varianti

  • Alexander al gin: la ricetta delle origini, più secca e aromatica.
  • Alexander's Sister: con crème de menthe al posto della crème de cacao.
  • Brandy Alexander "frozen": versione con gelato alla vaniglia frullato, molto diffusa negli Stati Uniti.
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Un classico da riscoprire

In un'epoca di drink leggeri e poco alcolici, l'Alexander resta il perfetto after dinner: un cocktail che chiude la serata con eleganza e mette alla prova la tecnica dello shaker.

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