

La parola “bar” ha un'origine sorprendentemente concreta: deriva dall'inglese bar, che significa “sbarra” o“barriera”. Nelle taverne inglesi e poi americane dell'Ottocento, una sbarra di legno separava fisicamente lo spazio riservato al personale — dove venivano preparate e servite le bevande — dalla sala dove sedevano i clienti.
Con il tempo, il termine che indicava quella semplice barriera fisica ha finito per indicare l'intero bancone di servizio, e poi l'intero locale. È lo stesso meccanismo linguistico per cui oggi diciamo “andare al bar” intendendo l'intero locale, non solo il bancone.
Il termine pub è l'abbreviazione di public house, “casa pubblica”: nella tradizione britannica indica un locale con una forte impronta sociale e domestica, spesso con cucina, dove ci si ferma a lungo. Il bar, nell'accezione più internazionale, nasce invece attorno al servizio rapido di bevande al bancone — da cui la parola stessa prende il nome— con un ritmo di consumo generalmente più veloce e meno legato al pasto.
Negli Stati Uniti del XIX secolo il termine si diffonde rapidamente insieme ai saloon del West, locali dove il bancone — la bar — era spesso il cuore della vita sociale della città. Da lì il termine si è poi diffuso in tutto il mondo, arrivando in Italia già nel Novecento come prestito linguistico diretto, senza bisogno di traduzione.
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